Grotte

Fra le attrazioni da non perdere in Sardegna ci sono anche le grotte.

In virtù degli intensi fenomeni carsici a cui è stata soggetta, la Sardegna possiede il sistema speleologico più lungo d’Italia, composto da 4 grotte unite che raggiungono un’estensione di ben 70 km, e il maggior numero di grotte turisticamente accessibili. Sono più di dieci e sono caratterizzate da laghetti e concrezioni di aragonite (Grotte is Zuddas), e da affascinanti stalattiti e stalagmiti, col tempo unitesi assieme a formare colonne altissime come quella della Grotta di Ispinigoli, che con i suoi quasi 40 metri è la più alta d’Europa.

La più imponente di tutte è la Grotta Su Marmuri dove la roccia calcarea si innalza in alcuni tratti del percorso fino a 70 metri. Anche la sua posizione e le sue dimensioni la rendono unica: la grotta, infatti, si apre a 880 metri di altitudine e si distende per ben 850 metri interamente visitabili.

Piuttosto singolare, inoltre, è la Grotta di San Giovanni, che si caratterizza per la sua tortuosa e sinuosa galleria: l’unica cavità naturale in Italia e tra le uniche tre al mondo, ad essere interamente percorribile in automobile. Lunga quasi un chilometro, al suo interno sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici.

Di reperti archeologici di grande interesse, e attribuibili alla “cultura di Ozieri”, ne sono stati ritrovati anche nella Grotta di San Michele, e nella Grotta Corbeddu a Oliena, famosa per essere stato il rifugio di un pericolosissimo bandito (a cui è stato dato il nome della grotta) e per aver restituito la falange di una mano datata 20 mila anni fa.

La grotta più sorprendente è quella di Santa Barbara, emersa durante gli scavi di una galleria della miniera di San Giovanni, che si contraddistingue per la ricchezza di colonne di calcite e aragonite e per i cristalli di barite tabulare che ne tappezzano le pareti.

Suggestive sono anche le grotte marine che si affacciano nelle meravigliose calette del Golfo di Orosei, come la Grotta del Fico e la Grotta del Bue Marino, che costituiscono l’ultimo rifugio conosciuto della foca monaca, uno dei simboli della Sardegna e della costa orientale, o come la Grotta del Miracolo, importante per gli effetti cromatici e per le formazioni calcaree uniche.

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