Nord Sardegna

Logudoro

La sub-regione del Logudoro occupa una vastissima porzione del nord della Sardegna, da sempre abitata per i suoi terreni fertili di origine vulcanica e per l’enorme presenza di sorgenti d’acqua. Le testimonianze principali sono i ritrovamenti litici di ossidiana e i monumenti megalitici, il più rappresentativo dei quali è la Reggia Nuragica di Santu Antine, il nuraghe più alto e meglio conservato della Sardegna.

Un’altra peculiarità è l’alta concentrazione di chiese in stile romanico rispetto ad altre zone della Sardegna. Tra queste spicca la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia.

Gallura

La Gallura è una sub-regione situata nella parte nord-orientale dell’isola confinanate con il Logudoro, dove la presenza dell’uomo è attestata al neolitico per i ritrovamenti di ceramica cardiale e per la grande diffusione di dolmen.

Ma la Gallura è nota soprattutto per La Costa Smeralda, un tratto costiero che negli anni sessanta ha conosciuto uno sviluppo economico grazie all’industria turistica fondata dal principe arabo Aga Khan che intuì le potenzialità di questa zona per la bellezza dei paesaggi e delle sue incantevoli calette. Con il supporto dei migliori archittetti al mondo dell’epoca, creò uno stile archittettonico che mantenne il più possibile la continuità con quella tipica della Gallura, dall’aspetto rudimentale ma perfettamente inserito nell’ambiente circostante.

Le principali località del

Nord Sardegna

Castelsardo

Paese arroccato su un’altura che poggia sulla costa, ha ricoperto un ruolo strategico sin dalla preistoria per via della posizione geografica.

Porto commerciale durante il periodo romano, fu uno dei centri più importanti dell’Isola sotto i genovesi. A quel periodo risale il Castello dei Doria e l’impianto urbanistico del paese sorto attorno a esso, e sopravvissuto fino ai giorni nostri.

Grazie all’efficacia difensiva della cinta muraria del castello, Castelsardo fu l’ultima città regia ad essere conquistata dagli aragonesi. Di epoca aragonese è la concattedrale di Sant’antonio Abate all’interno della quale si possono ammirare diverse opere di arte sacra.

Alghero

Capitale della riviera del corallo, così chiamata per l’enorme quantità di corallo presente al largo delle sue coste, è conosciuta anche col nome di Barceloneta in seguito al dominio catalano che ne ha tramandato l’uso della lingua, parlata ancora oggi da circa il 20% della popolazione.

La città che appare oggi è il risultato delle costruzioni realizzate a partire dal dodicesimo secolo sotto la famiglia genovese dei Doria che ha progettato il primo sistema di fortificazioni, costituito oggi da una lunga cortina muraria a bastione, intervallata da 7 torri e 3 forti, e dei diversi stili architettonici che hanno ispirato la realizzazione di palazzi e chiese, in particolare neoclassico e barocco.

Il territorio di Alghero fu abitato fin dai tempi antichi. Al neolitico risalgono le necropoli a Domus de Janas di Anghelu Ruju e di Santu Pedru dove sono state rinvenute delle statuette della dea madre, armi di bronzo e vasi campaniforme. All’età nuragica risale invece il villaggio di Palmavera dove è presente uno dei nuraghi di calcare arenaria più importanti dell’isola.

Di importanza naturalistica è il promontorio di Capo Caccia, con la sua falesia a forma di gigante addormentato, e nel cui grembo nasconde le famose Grotte di Nettuno. Quest’ultimo, assieme a Punta Giglio, fa parte del magnifico parco naturale di Porto Conte, habitat di numerosissime specie animali protette fra cui grifoni e falchi pellegrini.

Bosa

Anche a Bosa la presenza umana è attestabile fin dal neolitico. Di questo periodo è infatti la necropoli a Domus De Janas di Pontes, importante luogo sacro per il culto della divinità taurina.

La storia recente è legata invece ai marchesi Malaspina. Sulle pendici della loro residenza – il Castello di Serravalle – si sviluppò il centro abitato, valutato uno dei borghi più belli d’Italia.

Particolarità del castello è la presenza, fra le sue mura, di una piccola chiesetta dedicata alla Nostra Signora De Los Regnos Altos all’interno della quale sono affrescate delle interessanti scene evangeliche.

Attraversata dal fiume Temo, l’unico fiume navigabile della Sardegna, lungo di esso vi si trova il museo dedicato alle vecchie concerie e la chiesetta di San Pietro in stile romanico.

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